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Aragona
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Lmwgq'mwggAragona (in mwgwspagnolo e mwhaaragonese mwhqAragón, in mwhgcatalano mwhwAragó, in mwiabasco mwiqAragoi) è una mwigcomunità autonoma, e una nazione storica, del nord-est della mwiwSpagna. Ha una superficie di mwja47719 km², con una popolazione di mwjq1 328 753 abitanti (2020).

Confina a nord con la mwjwFrancia (con le regioni della mwkaNuova Aquitania e dell'mwkqOccitania), ad est con la mwkgCatalogna, a sud con la mwkwComunità Valenciana, e ad ovest con mwlaCastiglia-La Mancia, mwlqCastiglia e León, mwlgLa Rioja e mwlwNavarra. Il capoluogo è mwmaSaragozza, che è anche il centro maggiormente abitato della regione. Le tre province in cui l'Aragona è suddivisa (mwmqSaragozza, mwmgHuesca e mwmwTeruel), sono a loro volta divise in 33 mwnacomarche.

Contents

Nome
Storia
Città
Note

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Nome

Il nome mwoaAragón è documentato la prima volta, nell'mwoqAlto Medioevo, nell'anno 828, quando i mwogFranchi riuscirono a costituire un piccolo feudo a spese dei mwowMori, nella mwpapenisola iberica, proprio attorno all'mwpqomonimo fiume.

Geografia e clima

Geografia fisica

Sotto il profilo orografico, l'Aragona è delimitata sia a settentrione che a mezzogiorno da due grandi catene montuose, quella dei mwqqPirenei, a nord, che qui raggiunge le sue massimi altitudini (mwqgPico de Aneto, mwqw3 404 metri s.l.m.) e quella mwraIberica, a sud. La parte centrale della regione, invece, è interamente occupata dalla depressione centrale dell'mwrqEbro, costituita da una valle principale (quella dell'Ebro appunto), da alcune valli secondarie (scavate lungo il corso degli affluenti e subaffluenti del grande fiume), e da una serie di sistemi collinari mediante la quale si salda sia con il piedimonte pirenaico che con quello iberico.

La rete idrografica aragonese è costituita principalmente dall'Ebro e dai suoi affluenti, provenienti sia dai Pirenei (il mwrwCinca e il mwsaGállego, fra gli altri) che dalla cordigliera iberica (fra questi ultimi il principale è il mwsqJalón). Alcuni fiumi del sud dell'Aragona, come il mwsgTuria e il mwswMijares, sboccano nel mwtaMediterraneo.

Il clima è di mwtgtipo mediterraneo o mediterraneo subcontinentale e presenta temperature medie annue generalmente comprese fra i mwtw13 °C e i mwua16 °C (mwuq15,6 °C a mwugEscatrón, mwuw14,6 °C a mwvaSaragozza-Aeroporto, mwvq13,4 °C a mwvgMonflorite-Lascasas, a pochi chilometri da mwvwHuesca), con inverni non troppo freddi (i valori invernali sono compresi per lo più fra i mwwa5 °C e i mwwq9 °C) ed estati calde (con temperature medie al di sopra dei mwwg23 °C e punte che in taluni casi possono toccare anche i mwww40 °C). In zone di montagna, le temperature medie annue scendono sensibilmente (passando dagli mwxa11,0 °C di mwxqJaca fino ai mwxg3,8 °C dellmwxw'mwyaUrdiceto central, nei mwyqPirenei, presso mwygBielsa), con inverni freddi e persino rigidi ed estati miti o fresche (i valori si riferiscono alle medie del trentennio 1961-1990).

Per quanto riguarda le precipitazioni, queste sono generalmente scarse nell'Aragona centrale e in gran parte di quella meridionale, presentando valori quasi sempre al di sotto dei mwza500 mm (mwzqTarazona, mwzg427 mm; Saragozza-Aeroporto, mwzw314 mm; mwaaTeruel, mwaq368 mm) e in taluni casi anche al di sotto dei mwag300 mm (mwawFraga, mwba291 mm, mwbqBelchite, mwbg283 mm). Più copiose sono le precipitazioni nel nord pre-pirenaico (Monflorite-Las Casas, mwbw587 mm) e pirenaico, dove possono raggiungere valori elevati (mwcaCanfranc-Los Arañones mwcq1857 mm) e in alcune zone del mezzogiorno aragonese inserite nel sistema iberico (mwcgGuadalaviar, mwcw983 mm) (le precipitazioni si riferiscono alle medie del trentennio 1961-1990).

| Nome | alt | tma | tmg | tml | prec | rg |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Saragozza (aeroporto) | 257 | 14,6 | 6,2 | 24,3 | 314 | Depressione dell'Ebro |
| Zuera (El Vedado) | 395 | 13,8 | 5,5 | 23,3 | 432 | Depressione dell'Ebro |
| Monflorite-Lascasas | 545 | 13,4 | 4,7 | 23,3 | 587 | Prepirenei |
| Jaca | 800 | 11,0 | 3,5 | 20,1 | 857 | Pirenei |
| Teruel (Obras) | 900 | 12,0 | 4,3 | 21,3 | 398 | Sistema iberico |
| Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] | Nome = nome della stazione meteorologica; alt = altitudine sul livello del mare in metri ; tma = temperatura media annua in °C; tmg = temperatura di gennaio in °C; tml = temperatura media di luglio in °C; prec = precipitazioni annue in millimetri; rg = regione geografica di appartenenza. [ 1 ] |

Ci sono due venti principali in Aragona: il mwvgcierzo e il mwvwviento de levante. Il primo è un vento freddo che attraversa la valle del Ebro da nord-ovest a sud-est e in grado di presentare una grande forza e velocità. Il secondo è un vento caldo, più irregolare e morbido, proveniente da sud-est.

Storia

Antichità

L'Aragona fu abitata in epoca preromana da mwyqVasconi (in alcune valli pirenaiche), mwygIberi (in tutta la sua parte occidentale) e mwywCeltiberi (nelle zone centro-orientali e sud-orientali). Conquistata da mwzaRoma (II secolo a.C.), entrò a far parte, in età mwzqaugustea, della mwzgTarraconense.

Profondamente romanizzata, l'attuale Aragona conobbe un periodo di notevole sviluppo nei primi due secoli dell'era volgare. Città come mw0aCaesaraugusta, mw0qOsca, mw0gBilbilis si accrebbero e prosperarono sotto l'ala della mw0wmw1apax romana.

Medioevo

Durante le mw1winvasioni barbariche, l'Aragona fu uno degli ultimi baluardi romani nella mw2apenisola iberica, resistendo alla penetrazione visigota (iniziata attorno alla metà del mw2qV secolo), per oltre un ventennio. Interamente occupata fra il mw2g472 e il mw2w476 rivestì un ruolo marginale nell'ambito della monarchia visigota, che si protrasse fino agli inizi dell'mw3aVIII secolo, allorquando la regione cadde quasi interamente sotto la dominazione mw3qmoresca. Solo alcune valli pirenaiche e la città romana di mw3gIacca riuscirono a mantenersi indipendenti (quest'ultima grazie al pagamento di un tributo).

Sul finire dell'mw4qVIII secolo l'Aragona pirenaica entrò nell'orbita mw4gcarolingia e la protezione mw4wfranca permise all'aristocrazia locale di iniziare una lunga e sanguinosa mw5amw5qReconquista, che si protrasse per oltre tre secoli e che culminò con la cacciata dei Mori da Saragozza (mw5g1118) e dagli ultimi territori restati in potere islamico nel sud della regione (inizi del mw5wXIII secolo)

Ancor prima che la regione venisse interamente liberata dai Mori, l'Aragona si era costituita in regno indipendente (mw6q1035), denominato mw6gCorona d'Aragona, che perdurò per quasi sette secoli, fino alla mw6wGuerra di successione spagnola. Tale Corona comprendeva, oltre al mw7aRegno d'Aragona (attuale regione amministrativa), anche, a partire dal mw7q1137, la mw7gCatalogna e, successivamente, le mw7wIsole Baleari, mw8aValencia, mw8qSicilia, mw8gNapoli e mw8wSardegna. Per periodi più o meno lunghi comprese anche gran parte dell'attuale mw9aProvenza e della mw9qLinguadoca, il mw9gDucato di Atene e quello di mw9wNeopatria. Il centro di tale Corona si spostò, fin dagli inizi del mw-aXIII secolo da Saragozza a mw-qBarcellona (e per gran parte del regno di mw-gAlfonso il Magnanimo a mw-wNapoli), cuore di un impero che governava gran parte del mw-aMar Mediterraneo ed imponeva le proprie regole sui territori da esso controllati (sistema di regole conosciuto, in catalano, con il nome di mw-qLibre del Consolat del Mar).

Unione con la Castiglia

Nel mwaqa1469 si realizzò l'unione dinastica fra la mwaqeCastiglia e la mwaqiCorona d'Aragona grazie al matrimonio di mwaqmFerdinando II d'Aragona ed mwaqqIsabella I di Castiglia. Tuttavia anche dopo tale unione, la Corona d'Aragona continuò a costituire un'entità statuale autonoma, con un proprio mwaquParlamento e un proprio mwaqyordinamento giuridico. La Corona d'Aragona cessò di esistere solo a seguito della promulgazione dei mwaqcDecreti di Nueva Planta (inizi del mwaqgXVIII secolo) che sancirono il definitivo assorbimento del Regno d'Aragona nello mwaqkStato spagnolo.

Araldica

L'antico simbolo araldico dei re della mwaq4Corona d'Aragona è composto da quattro frange orizzontali (mwaq8pali) di colore rosso su sfondo dorato. Sono presenti nello stemma spagnolo e in quelli di entità statuali mwaraiberiche, mwareoccitane, mwariitaliane ed mwarmelleniche anticamente legate alla mwarqCorona d'Aragona.

I primi riferimenti documentali di tale stemma risalgono alla seconda metà del mwaryXII secolo e sono costituiti dai sigilli utilizzati dal re mwarcAlfonso II. Tuttavia alcuni studiosi catalani ne fanno risalire l'origine a mwargGoffredo il Villoso. Per avallare tale teoria viene spesso citato il mwarkLibre de feyts d'Arms de Catalunya, secondo il quale mwaroCarlo il Calvo, per premiare Goffredo che aveva valorosamente combattuto al suo fianco, immerse quattro dita nel sangue che fuoriusciva dalle ferite, imprimendole sullo scudo del conte che all'epoca era privo di contrassegni, dando così origine alle mwarsmwarwsenyera catalana.

Lo scudo quadripartito, riporta (in senso orario da sin a dx):

• l'albero eradicato su campo oro, originariamente argento, è simile alla mwasabandiera arborense sormontata da una croce, ma deriva dal leggendario mwaseRegno di mwasiSobrarbe;
• la croce bianca in campo azzurro, simbolo originale della mwasqContea d'Aragona;
• i quattro pali rossi su fondo oro, simbolo del Regno d'Aragona;
• i "quattro mori" presenti anche nella mwascbandiera della Sardegna, la cui simbologia non è precisamente definita, ma possibilmente un simbolo della vittoria sui mori all'origine della creazione del feudo di Aragona nei pressi del fiume Aragon o la vittoria sui mori nella mwasgBattaglia di Alcoraz. La più antica attestazione dell'emblema risale al 1281, al sigillo della cancelleria reale di Pietro d'Aragona. Curiosamente, gli stessi appaiono posteriormente sulla bandiera della Sardegna, che fece parte dei possedimenti aragonesi. Il territorio sardo, infatti, fu formalmente assegnato alla corona d'Aragona da mwaskpapa Bonifacio VIII nel 1297, per poi essere sottoposto a diverse campagne di conquista nei decenni successivi. Una volta che la Sardegna entra a far parte della Corona d'Aragona, tali sigilli vi giungono a chiusura dei documenti dei re mwasoGiacomo II (1326), mwassAlfonso il Benigno (1327-1336) e mwaswPietro IV (1336-1387); alcuni esemplari sono conservati nell'Archivio Storico Comunale di Cagliari.

Società

Evoluzione demografica

Amministrazione

Il governo, o Giunta, è l'organo esecutivo della Comunità autonoma (diretto da un mwatmPresidente), mentre un mwatqparlamento autonomo legifera nelle materie trasferite dal governo centrale a quello regionale.

Suddivisioni amministrative

L'Aragona è divisa in tre province e trentatré mwatwcomarche.

Province

Le province sono:

• mwaueSaragozza
• mwaumHuesca
• mwauuTeruel

Città

Le principali città dell'Aragona sono:

• mwauoSaragozza
• mwauwHuesca
• mwau4Teruel
• mwavaCalatayud
• mwaviMonzón
• mwavyMequinenza

Comarche

Lista delle mwav4comarche (in mwav8aragonese mwawaredoladas):

| No. | Nome | Capoluogo | Provincia |
|---|---|---|---|
| 1 | Jacetania | Jaca | Huesca , Saragozza |
| 2 | Alto Gállego | Sabiñánigo | Huesca |
| 3 | Sobrarbe | Aínsa e Boltaña | Huesca |
| 4 | Ribagorza | Graus e Benabarre | Huesca |
| 5 | Cinco Villas | Ejea de los Caballeros | Saragozza |
| 6 | Hoya de Huesca /Plana de Uesca | Huesca | Huesca , Saragozza |
| 7 | Somontano de Barbastro | Barbastro | Huesca |
| 8 | Cinca Medio | Monzón | Huesca |
| 9 | La Litera /La Llitera | Binéfar e Tamarite de Litera | Huesca |
| 10 | Bajo Cinca /Baix Cinca | Fraga | Huesca , Saragozza |
| 11 | Los Monegros | Sariñena | Huesca , Saragozza |
| 12 | Tarazona y el Moncayo | Tarazona | Saragozza |
| 13 | Campo de Borja | Borja | Saragozza |
| 14 | Aranda | Illueca | Saragozza |
| 15 | Ribera Alta del Ebro | Alagón | Saragozza |
| 16 | Valdejalón | La Almunia de Doña Godina | Saragozza |
| 17 | Saragozza | Saragozza | Saragozza |
| 18 | Ribera Baja del Ebro | Quinto | Saragozza |
| 19 | Bajo Aragón-Caspe /Baix Aragó-Casp | Caspe | Saragozza |
| 20 | Comunidad de Calatayud | Calatayud | Saragozza |
| 21 | Campo de Cariñena | Cariñena | Saragozza |
| 22 | Campo de Belchite | Belchite | Saragozza |
| 23 | Bajo Martín | Híjar | Teruel |
| 24 | Campo de Daroca | Daroca | Saragozza |
| 25 | Jiloca | Calamocha e Monreal del Campo | Teruel |
| 26 | Cuencas Mineras | Montalbán e Utrillas | Teruel |
| 27 | Andorra-Sierra de Arcos | Andorra | Teruel |
| 28 | Bajo Aragón | Alcañiz | Teruel |
| 29 | Comunidad de Teruel | Teruel | Teruel |
| 30 | Maestrazgo | Cantavieja | Teruel |
| 31 | Sierra de Albarracín | Albarracín | Teruel |
| 32 | Gúdar-Javalambre | Mora de Rubielos | Teruel |
| 33 | Matarraña | Valderrobres e Calaceite | Teruel |

Economia

Il PIL mwaoepro capite dell'Aragona era di mwaoi26323 € nel mwaom2008, superiore alla media nazionale e corrispondente al 3% circa di quello totale di mwaoqSpagna.

Il settore automobilistico rappresenta il 2,42% dell'occupazione netta e il 6% circa del PIL regionale.cite-ref-2[2]

Monumenti e luoghi di interesse

Aiguabarreig Segre-Cinca-Ebro a Mequinenza

Alla confluenza dei fiumi mwao0Segre ed mwao4Ebro, l'Aiguabarreig si trova in uno spazio con grande ricchezza naturale e una grande varietà di mwao8ecosistemi che vanno dalle steppe mediterranee alle impenetrabili foreste fluviali, rendendo questo spazio un paradiso per la biodiversità. A livello territoriale, l'Aiguabarreig è al centro della Depressione media dell'Ebro. Confina a ovest con i Monegros, a est con i Tossals de Montmeneu e mwapaAlmatret ea sud con la coda del bacino di Ribarroja. Questo spazio è chiamato la parola d'origine catalana che designa il luogo in cui due o più corsi d'acqua si incontrano e formano uno. Il mwapeSegre e la mwapiCinca formano una prima Aiguabarreig tra le città di mwapmLa Granja d'Escarp, mwapqMassalcoreig e mwapuTorrente de Cinca, a pochi chilometri convergono con le acque dell'mwapyEbro, già nel comune di mwapcMequinenza, formando una delle più grandi confluenze fluviali dell'intera mwapgpenisola iberica.

Nel Aiguabarreig abbiamo trovato centinaia di metri di larghezza di isole fluviali con numerosi corsi d'acqua e boschi di pianura, grandi masse di canne, spiagge di ghiaia, piscine naturali e galachos. È un punto di confluenza della flora della steppa dall'arida zona di Monegros e della flora mediterranea che sale attraverso la valle dell'Ebro. Grazie a queste caratteristiche, coesistono specie di ambienti opposti. Gli uccelli sono il gruppo più numeroso ma vi sono anche rettili, anfibi e mammiferi, in particolare evidenziando pipistrelli, cervi, caprioli, lontre e la presenza sempre più abbondante di capre selvatiche.

Castello di Mequinenza

L'edificio si trova a mwaqeMequinenza quasi sul bordo di un grande precipizio, essendo una massa chiusa di una certa altezza, la sua pianta è un quadrilatero irregolare, con sette torri rettangolari tranne una, la più robusta, che è curiosamente pentagonale. Due torri fiancheggiano la piccola porta a semicerchio, sotto lo scudo e protetta da una sciarpa. Poche fortezze avranno una posizione migliore di questa, contemplando un paesaggio vasto e impressionante, quasi geologico, sulla confluenza dei fiumi mwaqiEbro, mwaqmSegre e mwaqqCinca e le loro terre circostanti. È sorprendente che i mwaquMoncada, signori della baronia di mwaqyMequinenza, abbiano scelto questo nido di aquile per la loro dimora fortificata. L'edificio è un autentico mwaqcCastello-Palazzo, uno dei migliori che l'arte gotica abbia lasciato in eredità alla mwaqgCorona d'Aragona, risalente al XIV e al XV secolo.

Città vecchia di Mequinenza

Il centro storico di mwaq8Mequinenza era situato sulla riva sinistra del mwarafiume Ebro, proprio nel punto in cui convergono con le acque di mwareSegre e Cinca. Fu demolito quasi completamente durante la costruzione del bacino idrico di Ribarroja. Costituiva un nucleo urbano con caratteristiche delle località della parte inferiore dell'Ebro, con un complotto urbano risalente all'era musulmana. Grazie ai fiumi, Mequinenza stabilì un vero e proprio commercio fluviale, che diede prestigio, non solo ai navigatori mequinenzane ma anche ai falegnami "calafateros", ai ladri e alla millenaria Via di Sirga del Ebro. Al tempo dello splendore, mwarifu raggiunta una flotta di oltre 16 mwarmllaüts, navi tipiche della parte inferiore dell'Ebro che trasportavano tra le 18 e le 30 tonnellate, di solito di ligniti estratte dal mwarqbacino minerario del Mequinenza.

Con l'arrivo della compagnia ENHER e la costruzione dei mwarybacini di Mequinenza e Riba-roja, la vita cambiò per la maggior parte di Mequinenzanos, da mwarc4 033 abitanti a mwarg5 800 censimenti e circa mwark1 500 altri senza censura. Molti di loro erano operai di altre località per lavorare alla costruzione della diga di Mequinenza. Le industrie iniziarono a chiudersi a causa del significativo aumento del livello dell'acqua della diga di Ribarroja e la popolazione iniziò a chiedere alternative all'inondazione del nucleo urbano. Iniziò così un esodo per gli abitanti di Mequinenza che dovettero lasciare le loro case per trasferirsi per vivere la nuova città sulle rive del fiume Segre. Una parte degli abitanti è partita per altre aree industriali come mwaroBarcellona o mwarsSaragozza o addirittura all'estero per continuare a lavorare nel settore minerario. Alla fine del 1974 la maggior parte della popolazione aveva già completato il tragico abbandono del centro storico di Mequinenza e viveva nella nuova città.

Parte dell'antica popolazione di Mequinenza può essere visitata oggi perché è diventato un grande parco di memoria all'aperto. I percorsi originali delle strade e delle case che si trovavano sopra il livello dell'acqua sono stati recuperati dalle rune. La vecchia Mequinenza, la "Vecchia Città" come la conoscono i mequinenzanos, è un invito a camminare attraverso il ricordo delle sue strade e dei suoi vicoli, a riscoprire parte della vecchia Chiesa, a immaginare i vecchi moli e a conoscere mille storie, curiosità e leggende di quella millenaria e storica città di navigatori e minatori sulle rive del fiume Ebro.

Cultura

Lingue e dialetti

Accanto allo spagnolo, lingua ufficiale dello Stato e della Comunità autonoma d'Aragona, è diffuso, seppur limitatamente ad alcune zone della mwasiProvincia di Huesca, l'mwasmaragonese, parlato attorno al XIII secolo in gran parte della regione, fino a quando, nel mwasqsecolo successivo, iniziò a retrocedere davanti al castigliano. mwasuIdioma romanzo, viene usato, generalmente in una situazione di mwasydiglossia con lo spagnolo, in alcune valli dei mwascPirenei (da poche migliaia di parlanti). Accanto alla lingua propriamente aragonese esistono anche forme dialettali di castigliano parlate in Regione.

Il mwaskcatalano è anch'esso diffuso in alcune comarche (mwasocomarques in catalano) adiacenti alla mwassCatalogna, che formano la cosiddetta mwaswFrangia d'Aragona in particolare: il dialetto Ribagorzano nella mwas0Ribagorza (mwas4Ribagorça in catalano) e nella mwas8Litera (mwataLlitera in catalano), e un dialetto simile a quello della mwateTerra Alta nel mwatiMatarraña (Matarranya in catalano) e nel mwatmBajo Cinca (Baix Cinca in catalano). Tali parlate appartengono tutte al mwatqcatalano occidentale. Da tempo è stato elaborato un progetto di legge per equiparare il catalano, nell'ambito dei territori in cui è diffuso, al castigliano.

Nazionalismo aragonese

La cultura aragonese si discosta sensibilmente sia da quella castigliana che da quella catalana, e il mwatknazionalismo aragonese, sviluppatosi notevolmente a partire dagli anni settanta del XX secolo, riflette tale diversità. Tuttavia la stragrande maggioranza dei nazionalisti aragonesi non rivendica l'indipendenza per la propria regione di appartenenza, bensì una quota maggiore di autonomia e una maggiore attenzione, da parte del governo centrale, per gli usi, le istituzioni e, più in generale, per le specificità storiche e culturali dell'Aragona.

Note

cite-note-11. Tutti i dati climatologici riportati nella tabella sono estratti (arrotondati al 1° decimale) dal mwauamwauemwauiPortale d'Aragonamwauu.. Sia temperature che le precipitazioni si riferiscono al trentennio 1961-1990. Le altitudini in metri sul livello del mare delle stazioni meteorologiche di Monflorite e Jaca sono estratte da: mwau0mwau4mwau8Milenarium (Prov. di Huesca) mwava(archiviato dall'mwaveurl originale il 13 dicembre 2007).; quelle di Saragozza e Zuera da: mwavimwavmmwavqMilenarium (Provincia de Zaragoza) mwavu(archiviato dall'mwavyurl originale il 13 dicembre 2007).; quelle di Teruel da: mwavcmwavgmwavkMilenarium (Prov. di Teruel) mwavo(archiviato dall'mwavsurl originale il 13 dicembre 2007).
cite-note-22. mwav8mwawamwaweCaaragon, su mwawicaaragon.com.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwaxu(ES) Governo dell'Aragona, su aragon.es.
• mwaxc(ES) Dati statistici di base dell'Aragona, su portal.aragob.es. URL consultato il 5 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2008).
• mwaxk(ES) Gran Enciclopedia Aragonesa Grande Enciclopedia Aragonese, su enciclopedia-aragonesa.com. URL consultato il 19 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2007).
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